BENI CULTURALI, LETTERA APERTA DI UNA STUDENTESSA ISCHITANA

Museo Archeologico di Napoli

La facciata del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Egregi signori,

mi rivolgo principalmente alle autorità competenti, e credo di potere parlare anche a nome di tutti coloro che vorrebbero impegnarsi e lavorare nel settore dei beni e delle attività culturali. La scorsa settimana il Ministro Franceschini ha annunciato la nomina di nuovi venti direttori per altrettanti musei italiani. La notizia ha destato molta curiosità persino tra i meno interessati all’argomento per il fatto che tra questi venti, sette sono stranieri. Non sempre i cambiamenti sono bene accetti. Si parla di “voltare pagina”, di portare nuove qualità. Altra faccia della stessa medaglia, però, è il sentirsi, come dire, umiliati. Nulla contro i “magnifici” sette, che magari potrebbero rivelarsi, col tempo, la chiave per aprire finalmente le porte del successo alla cultura italiana e alla sua diffusione, tra i fruitori e tra chi la amministra. In nessun modo si vogliono mettere in dubbio la preparazione e le competenze dei nuovi direttori stranieri. Se vogliamo ragionare seguendo una logica comunitaria, questo “scambio” non può che fare bene: d’altronde, la bergamasca  Claudia Ferrazzi è stata a lungo “la numero tre” del Louvre. Come a dire, anche i nostri possono arrivare ovunque, l’Europa esiste davvero. Ma non dimentichiamo che la Ferrazzi era al fianco del direttore e dell’amministratore generale, rigorosamente francesi.

Non si chiudono le porte a nessuno, questo è giusto, ma la domanda sorge spontanea: quali criteri si sono seguiti per poter stilare le nuove nomine? Possibile mai che non ci fosse un italiano potenzialmente in grado di prendere le redini del Museo di Capodimonte, per dirne uno? È come sminuire tutto il lavoro svolto dalle Soprintendenze, che gestiscono e curano a livello decentrato. Significa svilire chi studia perché mosso dalla passione vorrebbe promuovere e valorizzare il patrimonio culturale, che continua ad essere visto però come spesa piuttosto che come investimento. Noi siamo il Bel Paese, ma i professionisti dei beni culturali sembrano quasi non avere credibilità. Archeologi, storici dell’arte, restauratori, i manager della cultura… perché non dare anche a NOI quest’opportunità? Visto che ci siamo, credo sia opportuno chiedersi anche che considerazione ha il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali delle cosiddette “professioni della cultura” se recluta continuamente solo volontari?

Va bene che siamo nel settore no profit, ma affidare il patrimonio culturale ad un personale non competente e non preparato è come affidare un malato alle cure di qualcuno che di medicina ne capisce poco e niente. Seguiamo un preciso percorso di studi: studiamo storia dell’arte, impariamo elementi di economia, svolgiamo tirocini e stages in musei, soprintendenze, associazioni, imprese. È un percorso di formazione per altro in continuo aggiornamento. Quindi, mi chiedo, perché doverci vedere perennemente sminuiti per lasciar posto ai volontari? È vero, impiegare giovani nel servizio civile potrebbe pulire loro la coscienza e in qualche modo avvicinarli alla cultura, smetterebbero di considerare il museo come qualcosa di vecchio e noioso, e si avvierebbe un processo di tutela attiva.

Ma perché non lasciare il compito di gestire a chi ha studiato per poterlo fare? Se il Ministero ci consentisse di entrare nel circuito, potremmo avere la possibilità di fare esperienza, di progredire, di mettere in pratica le nostre conoscenze, di valorizzare quanto abbiamo. Se non ci fosse negata questa possibilità, se non ci venisse continuamente sminuita la professionalità,  non ci sarebbe alcun bisogno di affidarsi agli stranieri, per quanto eccellenti possano essere. O di mettere dei volontari a capo di tutto. Ripeto che questa lettera non vuole essere un attacco, ma semplicemente un modo per esprimere la perplessità di chi crede fortemente nella cultura come fonte di sviluppo e crescita. E magari stimolare riflessioni.

Rossella Cavallo

 

 

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