LISTA (NOI SIAMO NESSUNO): “ISCHITANI, RIPRENDETEVI LA VOSTRA DIGNITÀ”

di Gigi Lista

Gigi Lista 1Salve sono Gigi Lista, ideatore del progetto ‘Noi Siamo Nessuno’. Sono di origini napoletane, tutta la mia famiglia lo è e siamo fieri di esserlo. Mio nonno venne a Ischia trent’anni fa, aprendo un bar, amava Ischia, gli ricordava le estati passate con amici e parenti, i bei ricordi di un passato che non esiste più. Ringrazio mio nonno perché, forse, senza di lui, io non avrei scoperto e conosciuto quest’isola. Passai pochi anni dell’infanzia a Ischia e poi ritornammo con mia madre a Napoli, dove trascorsi la mia infanzia e parte della mia adolescenza per poi ritornare nuovamente a Ischia per le scuole superiori. Ho vissuto tutta la mia adolescenza con il sogno di scappare via da una realtà bigotta e ristretta. A Napoli ero un ischitano e ad Ischia ero un napoletano: se per gli ischitani potevo essere un potenziale camorrista scappato da chi sa quale guerra di clan, per i napoletani ero uno zappatore ischitano, tirchio e arretrato, poi sono stato all’estero per alcuni periodi e al nord Italia e mi sono reso conto di tantissime cose.

Mi resi conto di quanto incantevole fosse la vita ad Ischia, e di quanto amavo la mia napoletanità e ancora di quanto la mia cultura fosse influenzata dalla mentalità ischitana. Questo aspetto l’ho sempre visto come una forza, ho avuto l’opportunità di passare a setaccio due aspetti culturali e caratteriali e prendere il meglio dei due modi di fare e pensare. Io sono un ‘guerriero identitario’, salvaguardo il principio universale di poter difendere la propria cultura e la propria tradizione e siccome amo Ischia decisi di voler custodire le coste ischitane con un gruppo di persone di buona fede. Non appena irrompemmo sul palcoscenico isolano il sindaco di Forio in una animatissima discussione nel suo ufficio mi disse: “ma tu sei di Napoli che vuoi da qui, i ‘foriani d.o.c.” siamo noi, vatti a difendere Napoli, il tuo modo di fare è da napoletano. Noi, invece, facciamo le cose con sottigliezza”, e allora capii: mi rivennero in mente i falsi pregiudizi e inventai uno striscione passato alla storia di NSN (‘Noi Siamo Nessuno, ndr.): ‘fa più paura un manifesto che trent’anni di mariuoli’.

Cari amici fraterni ischitani, io che un po’ ischitano lo sono, perché ho amato e amo la gente del posto e mi oppongo come scudo alle angherie che Ischia sta subendo, voi ritenete di dovermi far partire? Vorreste questo? Bene, allora vi ricordo i foriani doc che cosa vi hanno fatto. Se non avete più un porto e se quest’ultimo è dei napoletani lo dovete al forianissimo Franco Regine. Se non avete le fogne adatte ringraziate pure il forianissimo Nicola Monti. Se non avete più un soldo bucato nelle casse del comune complimentatevi pure con il forianissimo Franco Monti. E se state perdendo la dignità abbracciatevi il vostro Francesco Del Deo. Ma non potreste mai dimenticare di ringraziare per le figure di merda internazionali l’ischitanissimo Giosi Ferrandino, per avervi fatto pubblicità in tutta la nazione. Tenetevi stretto anche il lacchese Domenico De siano, altro astro nascente dell’indecenza ischitana.

Tuttavia vi invito a riflettere su di un particolare. Alcuni fenomeni, gli amici ‘napoletani’, li hanno e anzi, invitano i lor signori a stringere alleanze e sperano di essere i loro uomini sul territorio: chi diventa compare di matrimonio e vince gli appalti, chi li ospita a Ischia e prende migliaia di voti sulla terraferma, chi gli vende pezzi di territorio. E voi? Voi sottostate senza colpo ferire, ed è mai possibile che queste cose le debba dire un napoletano come me? Ho conosciuto grandi e saggi uomini a Ischia, uomini depositari di saperi antichi, sapori di cantine che quasi non esistono più: risate goliardiche, mani ruvide di lavoro, fierezza negli occhi. Io rispetto chi merita rispetto: come già sapete il marcio è ovunque, così come il bello. Mi auguro che come tra i protagonisti dello ‘scatafascio’ ischitano e napoletano c’è una grande alleanza, spero che anche tra chi lotta per il bello delle due comunità ci possa essere un’unione cosi forte e duratura. Ad maiora!

 

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